LA NOSTRA MISSION

Un’orchestra social contro le convenzioni

che hanno ucciso la musica classica

 

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Disruption, rottura. Da qui parte l’Orchestra Notturna Clandestina. Dall’interruzione delle convenzioni asfissianti del marketing, delle barriere alzate tra generi musicali, popolazioni, culture.

Abbiamo premuto off al pulsante della mercificazione della bellezza e siamo ripartiti da una spaccatura da cui far filtrare la luce.

Gli argini cedono, le scatole abbottonate e infiocchettate si aprono. E la musica – classica e non solo – torna ad essere bene comune, ad infiltrarsi tra la gente ridando senso alla divulgazione attraverso il contatto diretto, schietto e partecipativo con il pubblico.

La musica, attraverso l’orchestra, torna ad essere social.

Sui muri della Milano risorgimentale la scritta VIVAVERDI non era solo lo slogan per una liberazione collettiva ma anche la riappropriazione da parte della gens del linguaggio musicale, della SUA musica.

Notturna e Clandestina s’immagina, quindi, come un ponte tra la musica ancora considerata “colta” e tutte le orecchie pronte ad ascoltare.

L’orchestra come contributo all’educazione, alla condivisione e, non ultima, all’edificazione intesa come riappropriazione di concetti estetici nuovi funzionali alla liberazione, all’emancipazione, ad un’auto-valorizzazione individuale.

Notturna e Clandestina apre la contraddizione, rompendo il formalismo dei teatri e portando la musica classica negli spazi occupati.

Liberata dall’accademia, può finalmente ricucire il legame tra musica e vita reale, ridando cittadinanza a suoni spesso inaccessibili.

 

Melozzi.1